Malattie del Colon Retto Ano - Centro Pelvi

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DEFECOGRAFIA E CISTOCOLPODEFECOGRAFIA

Tradizionalmente lo studio morfologico e funzionale dell'ano e del retto viene effettuato mediante la defecografia, indagine radiologica che consente la valutazione del fenomeno "defecazione" e, associata alla cistocolpografia, dei rapporti tra i vari organi del pavimento pelvico nel loro complesso, sia in fase statica che dinamica.

Proposta inizialmente negli anni '70, questa metodica è stata successivamente adattata da singoli gruppi di ricercatori clinici in relazione a esigenze specifiche, precludendo la possibilità di una standardizzazione della metodica. È questo uno dei motivi che spesso rendono i dati tra i vari centri difficilmente confrontabili tra loro.

La defecografia statica, tecnica adottata in origine, consiste nello studio del retto a riposo e durante l'attività volontaria mediante l'acquisizione di radiografie standard. Il retto viene opacizzato con bario e le immagini radiologiche vengono scattate con il paziente seduto (su una comoda o su un sedile radiotrasparente) in proiezione latero-laterale. Ciò permette di valutare l'ampiezza dell'angolo ano-rettale e la sua distanza dalla linea pubo-coccigea a riposo e durante le fasi di contrazione e ponzamento. Nel soggetto normale l'angolo ano-rettale a riposo varia con un ampiezza compresa tra 90-110°, aumentando durante la manovra di ponzamento e diminuendo durante la contrazione. Nei casi di ritenzione (stipsi) da blocco all'uscita l'angolo può manifestare una tendenza a chiudersi, diventando più acuto anche al ponzamento, fenomeno definito "anismo". E' possibile inoltre rilevare alterazioni morfologiche come il prolasso rettale interno o completo e il rettocele, documentato come residuo di bario nella tasca che si forma verso la parete vaginale posteriore o verso il centro tendineo del perineo.

La defecografia dinamica, evoluzione della tecnica statica, consente l'acquisizione di immagini con una frequenza pari a 3 immagini al secondo con successiva elaborazione digitale. Il principale vantaggio di questo tipo di tecnica è rappresentato dalla sottrazione di immagini che rende possibile valutare il movimento delle strutture mobili e la misurazione dei diametri pelvici in funzione delle variazioni nella meccanica defecatoria. Proprio perché si tratta di una metodologia che comprende una fase statica e una fase dinamica risulta fondamentale, nella standardizzazione della metodica, assumere reperi fissi sulle ossa del bacino e le linee pubo-coccigea e bisischiatica. Esistono inoltre reperi che variano in funzione della dinamica pelvica: questi sono rappresentati dall'ampiezza dell'angolo ano-rettale, dai diametri anali e rettali, lo svuotamento ampollare ed il tempo necessario per l'evacuazione, che nel soggetto normale è circa 10-12 secondi.

Un'ulteriore evoluzione della radiologia morfo-funzionale è la cistocolpodefecografia o perineografia, nell'ottica di una visione unitaria del pavimento pelvico; si tratta di uno studio simultaneo del retto, della vescica e della vagina, ognuno opacizzato con un diverso mezzo di contrasto. La panoramicità di questo studio permette di evidenziare la presenza contemporanea di patologie del distretto anteriore (cistoceli o colpoceli anteriori) e soprattutto consente una valutazione più precisa dell'enterocele che viene agevolmente definito con l'allontanamento del retto dalla vagina durante il ponzamento.

  Cisto colpo defecografia basale Cisto colpo defecografia

Figura: Cisto-colpo-defecografia: caso di enterocele e rettocele in fase di riposo a) e di evacuazione b)


L'opacizzazione delle anse di tenue o del colon con mezzo di contrasto consente di ottenere informazioni aggiuntive sulla presenza di anse all'interno del prolasso (enterocele, sigmoidocele).

Da quanto detto emerge come questa indagine trovi le sue principali indicazioni nelle sindromi ritentive ed in particolare nella stipsi da blocco all'uscita, dove è possibile il riconoscimento di invaginazione retto-rettale o retto-anale (intussuscezione), rettocele (che pure molto spesso sono riscontri del tutto occasionali in quanto asintomatici), prolasso rettale (nelle sindromi con incontinenza anale piuttosto che con stipsi o nelle forme con entrambe le disfunzioni associate), prolasso genitale e infine sindrome dell'ulcera solitaria del retto, elemento questo di una malattia probabilmente a sé stante, se pure spesso associata a prolasso completo od occulto del retto, ed identificata come immagine di plus per il ristagno di mezzo di contrasto.

L' indagine (cisto-colpo)-defecografica trova dunque un ruolo diagnostico anche nei casi di incontinenza anale o urinaria, con l'evidente impossibilità di trattenere il mezzo di contrasto nel retto e/o nella vescica. Pur non avendo un valore assoluto di per se stessa, acquisisce un significato complementare in tutti i pazienti che hanno già intrapreso l'iter manometrico ed ultrasonografico.

In conclusione la defecografia e in particolare la cisto-colpo-defecografia riassumono in sè i vantaggi della panoramicità propri di un esame di tipo morfologico con le modifiche dei rapporti i vari organi endopelvici durante le varie fasi defecatorie. Per questo motivo restano indagini di scelta (con un costo basso se l'istituzione già dispone delle attrezzature radiologiche adatte) nei pazienti che presentino prolassi sia del comparto anteriore che posteriore, e soprattutto in pazienti con blocco defecatorio terminale.

E. Belluco G.Dodi

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